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A Torre Faro i borghi dei Peloritani si raccontano: arte, grani antichi, memoria e vino per un turismo che rigenera

26/08/2026

Alla Fondazione Horcynus Orca produttori, scuole e comunità dell’entroterra messinese hanno discusso di servizi, percorsi e reti di impresa, in un dibattito chiuso da una degustazione di prodotti tipici e vini locali. Presente l’Assessora alle Politiche agroalimentari Liana Cannata, che ha portato i saluti del Sindaco Federico Basile ed è rimasta in sala per tutto il dibattito.

Si è svolto lunedì 24 agosto 2026, presso la Fondazione Horcynus Orca a Torre Faro, l’incontro pubblico promosso dal Comune di Messina nell’ambito del progetto INSPIRE, cofinanziato dal Programma Interreg Euro-MED 2021-2027, di cui l’Amministrazione comunale è Lead Partner.

Dopo il saluto di benvenuto della struttura ospitante, la parola è passata all’Assessora alle Politiche agroalimentari Liana Cannata, che ha portato anche il saluto del Sindaco Federico Basile, impossibilitato a partecipare per concomitanti impegni istituzionali. L’Assessora è rimasta in sala per l’intera durata dei lavori, intervenendo a più riprese con domande rivolte direttamente a chi prendeva la parola, e nelle battute finali ha indicato l’obiettivo di far proseguire il lavoro avviato oltre la scadenza del progetto.

La conduzione, affidata alla project manager del progetto INSPIRE e al presidente di Slow Food Messina APS, ha impostato la discussione in forma volutamente dialogica, senza relazioni frontali e attorno a una domanda precisa, ossia cosa serve davvero perché i borghi dell’entroterra messinese tornino a essere luoghi vivi e non soltanto paesaggi da attraversare.

La risposta è arrivata per prima da chi in quei villaggi è tornato a vivere e vi lavora attraverso l’arte. Pezzolo custodisce un patrimonio paesaggistico e identitario di assoluto valore, ma non ha né un bar né un ristorante, e senza i servizi minimi nessuna accoglienza è possibile. La rappresentanza circoscrizionale ha allargato la questione alle altre comunità collinari, rimarcando che la rinascita passa dalla riattivazione dei sentieri che le collegano e dalla continuità dei servizi, prima ancora che da singole iniziative promozionali.

I promotori del Cammino dell’Anima hanno presentato i 125 chilometri in sette tappe da Dinnammare a Tindari, un’infrastruttura già esistente su cui innestare i circuiti esperienziali. Che quelle terre possano tornare a produrre lo ha mostrato il recupero della Cuccìtta, il grano tenero autoctono che per generazioni ha nutrito le comunità locali e che a Pezzolo è tornato in coltivazione insieme ai gesti collettivi che lo accompagnavano, a partire dalla trebbiatura tradizionale.

Le aziende vitivinicole hanno portato la parte più concreta della discussione. Vocazione agricola e paesaggio reggono, ma le piccole imprese scontano i costi della logistica, la frammentazione dell’offerta e la difficoltà di raggiungere i mercati, e il fare rete non è un auspicio ma la condizione perché queste realtà stiano in piedi. A quel nodo ha risposto sul piano delle competenze la dirigenza dell’istituto tecnico per il turismo, richiamando il peso della formazione nella costruzione di un’offerta all’altezza, poiché senza professionalità radicate sul posto il patrimonio resta muto, mentre la scuola può preparare figure capaci di accogliere, raccontare e mettere in rete ciò che quei luoghi custodiscono.

Il dibattito si è poi allargato di scala. L’Istituto Agrario San Placido Calonerò ha richiamato la vocazione enologica delle antiche terre monastiche come base per itinerari credibili, mentre la Fondazione di Comunità di Messina ha portato lo sguardo sui Parchi della Bellezza e della Scienza, rete di luoghi rigenerati di cui il Parco Horcynus Orca è l’esempio più immediato. Non è mancato il richiamo al mare, con il ruolo di Messina come scalo crocieristico e la possibilità di intercettare i lavoratori delle navi, un pubblico che scende a terra tutto l’anno e può tornare come visitatore.

La serata si è chiusa con una degustazione di prodotti tipici dell’entroterra e di vini locali. Riattivare i borghi e i loro percorsi è possibile, ma nessun operatore può farlo da solo e serve un accompagnamento delle istituzioni fatto soprattutto di continuità, coordinamento e semplificazione. È la prospettiva che INSPIRE ha già messo in agenda con il Patto Locale, lo strumento con cui gli attori locali assumono impegni destinati a durare anche dopo la chiusura delle attività cofinanziate.

L’incontro di Torre Faro anticipa il percorso dei Local Living Labs che il Comune di Messina, in qualità di Lead Partner, ha programmato sul territorio nei prossimi mesi.

Il progetto INSPIRE (INnovative Sustainable tourISm gRoundEd on agrobiodiversity), codice Euro-MED0401041, CUP F49I25000250006, è cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg Euro-MED 2021-2027. Il Comune di Messina è Lead Partner del partenariato.

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