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Il comune di Messina presenta Inspire alla III Convention Med sul turismo sostenibile di Barcellona: l’agrobiodiversità come modello Mediterraneo per un turismo di qualità.

24/07/2026

Nei giorni 18 e 19 giugno 2026 il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (Spagna) ha ospitato la III Convention MED sul Turismo Sostenibile. In rappresentanza del Comune di Messina, la dott.ssa Beatrice Briguglio, Project Manager del progetto, ha illustrato davanti a circa 250 esperti, decisori politici e rappresentanti istituzionali del bacino mediterraneo l’approccio di INSPIRE alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale come leva per un turismo mediterraneo più sostenibile e autentico.

Il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB) ha fatto da cornice, nei giorni 18 e 19 giugno 2026, alla terza edizione della Convention MED sul Turismo Sostenibile, l’evento di punta della Comunità Mediterranea del Turismo Sostenibile organizzato dalla Provincia di Barcellona in seno al Programma europeo Interreg Euro-MED. Con il tema centrale “Transizione del turismo nel Mediterraneo”, la manifestazione ha riunito circa 250 tra operatori del settore, responsabili politici, ricercatori, esponenti universitari e rappresentanti di organizzazioni internazionali provenienti da tutto il bacino mediterraneo, configurandosi come la più importante piattaforma di scambio e capitalizzazione dei progetti Interreg Euro-MED dedicati al turismo sostenibile.

Il Comune di Messina era presente nella sua qualità di Lead Partner del progetto INSPIRE, con una delegazione composta dalla project manager dott.ssa Beatrice Briguglio, e dai colleghi Rita Melita, Responsabile Unico del Procedimento, e Francesco Rizzo, componente del gruppo di lavoro INSPIRE. È stata la dott.ssa Briguglio a salire sul palco del CCCB per presentare il progetto nell’ambito della sessione dedicata alle soluzioni proposte dai progetti Interreg Euro-MED per la gestione strategica del turismo nel Mediterraneo.

Nel suo intervento, Briguglio ha posto l’accento sull’urgenza di individuare mete e modelli turistici alternativi che rispondano con maggiore coerenza ai principi di biodiversità e sostenibilità, superando la logica del turismo di massa e della concentrazione dei flussi nelle destinazioni più sfruttate del Mediterraneo. Ha sottolineato come i territori rurali, con il loro straordinario patrimonio di agrobiodiversità – varietà locali, saperi tradizionali, paesaggi agricoli storici – rappresentino una risorsa ancora largamente inespressa, capace di generare forme di turismo autentico, radicato nelle comunità locali e rispettoso degli equilibri socioecologici.

Briguglio ha quindi annunciato l’avvio dei Living Lab locali nell’ambito del progetto INSPIRE: laboratori territoriali di co-progettazione, che rappresentano il pilastro metodologico del progetto INSPIRE, in cui agricoltori, operatori turistici, associazioni e istituzioni locali lavoreranno insieme per trasformare il patrimonio di agrobiodiversità in esperienze turistiche concrete e commercializzabili. 

La presenza del Comune di Messina a Barcellona assume un significato che va oltre la semplice partecipazione a un evento di rete. In un panorama in cui la rappresentanza italiana nei progetti di cooperazione transnazionale euro-mediterranea sul turismo sostenibile resta ancora limitata, Messina si distingue come unico Comune del Mezzogiorno a ricoprire il ruolo di capofila in un progetto Interreg Euro-MED dedicato al settore, portando al tavolo europeo una prospettiva meridionale e mediterranea che arricchisce il dibattito con esperienze e territori troppo spesso assenti dalle agende della cooperazione internazionale.

INSPIRE è stato inoltre citato esplicitamente nella slide di sintesi delle soluzioni complementari per la gestione strategica del turismo presentate dai progetti della comunità tematica, dove figurava come “Community-based model for local agrobiodiversity” accanto ad altri progetti Interreg Euro-MED, a ulteriore riconoscimento del valore e della pertinenza del suo approccio nel quadro del programma.

La Convention si è aperta con una sessione inaugurale di grande rilevanza istituzionale. Tra i relatori figuravano la dott.ssa Judit Carrera, Direttrice del Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, la dott.ssa Soledad Bravo, responsabile del Dipartimento Turismo della Provincia di Barcellona, e Curzio Cervelli, Coordinatore del Segretariato Congiunto del Programma Interreg Euro-MED, che guida il team di gestione dei progetti di cooperazione transnazionale nel Mediterraneo. Nella seconda giornata è intervenuto anche il Ministro spagnolo dell’Industria e del Turismo, Jordi Hereu, che ha illustrato la Strategia spagnola per il turismo al 2030, sottolineando la necessità di politiche che bilancino la competitività del settore con la transizione ecologica e la coesione territoriale.

Il filo conduttore intellettuale delle due giornate è stato garantito dalla keynote speech del prof. Claudio Milano, ricercatore dell’Università di Barcellona, che ha proposto una lettura critica e sistematica dei paradossi della “sostenibilità” applicata al turismo, analizzando sei aree chiave per ripensare la transizione turistica da una prospettiva di ecologia politica: dal capitalismo verde all’estrattivismo coloniale, dal dibattito decrescita/crescita verde al debito ecologico, fino alla critica ecofemminista e alla questione della giustizia della transizione – con il monito che occorre chiedersi “chi decide la transizione e chi ne rimane escluso”.

Tra i temi più dibattuti nelle sessioni tematiche sono emersi con forza: la crisi idrica del Mediterraneo, dove il turismo è tra i maggiori consumatori d’acqua in regioni già sottoposte a stress da siccità; il fenomeno della gentrificazione rurale, con il caso studio delle masserie pugliesi riconvertite in strutture di lusso senza meccanismi di governance inclusiva; le strategie di destagionalizzazione, con l’esempio delle Isole Baleari e della loro tassa sul turismo sostenibile; e il rischio di greenwashing nel settore crocieristico. Sul versante della governance, le consultazioni condotte nell’ambito del programma tra maggio e settembre 2025 hanno identificato sette segnali di priorità per il settore: turismo squilibrato, carenze di competenze, semplificazione amministrativa, sostenibilità ambientale ed economica, connettività multimodale, digitalizzazione e branding condiviso.

In questo quadro, la convention ha preso atto che la Strategia per il turismo di domani richiede un approccio su tre assi convergenti: rafforzare la governance, bilanciare sostenibilità e competitività, e integrare il turismo nelle politiche settoriali. Un messaggio che risuona direttamente con la visione di INSPIRE: solo garantendo che strumenti e strategie sviluppati nei progetti europei siano radicati nei documenti di pianificazione e nelle politiche pubbliche locali e regionali si potrà passare dalle fasi pilota a un impatto reale e duraturo sui territori.

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